
Ha sbattuto fuori tutti i fantasmi legati al suo periodo di stop. Definitivamente.
A bordo della sua splendida Ducati per l’occasione vestita di bianco Casey Stoner vince il Gran Premio di Australia di Motogp, davanti a Valentino Rossi (Yamaha) e a Daniel Pedrosa (Honda), dopo una gara ad alta tensione, non tanto per i sorpassi (nulli) quanto per la lotta sul filo dei centesimi per i primi due.
Jorge Lorenzo invece ha buttato alle ortiche la possibilità di vincere il mondiale; ci credeva, ma ha esagerato.
Con una partenza sconsiderata si è tuffato nella ghiaia della prima curva rovinando anche la gara di Nicky Hayden e nonostante le parole di circostanza (“ho sempre puntato al secondo posto nel mondiale”) la delusione sul suo volto era grande.
Sebbene non ci siano stati sorpassi fra i primi due, per tutto il Gran Premio il distacco massimo ha rasentato il secondo, a dimostrazione di una sfida ad alto carico emotivo per entrambi.
La pista di Phillip Island è notoriamente una sorta di Paradiso dei piloti, sul quale solitamente vince il più forte; non è un caso se Rossi qui è sempre andato a podio e se le ultime tre edizioni le ha vinte Stoner.
Proprio Casey, dopo essersi liberato di Pedrosa ha preso il comando ed ha imposto un ritmo insostenibile per tutti tranne che per Valentino, anche se a suo dire ha gestito con tranquillità la prima posizione.
Rossi dal canto suo ha giurato di averci provato a vincere, ma nella sua mente un posticino per il secondo posto potrebbe esserci stato; cadere ancora una volta e rimettere in gioco il mondiale dopo che Lorenzo gli aveva servito il titolo alla prima curva sarebbe stato troppo stupido.
Valentino però ci ha provato; fino a due giri dalla fine ha recuperato i pochi decimi che dividevano i due fenomeni, ma nel rush finale Stoner è stato irresistibile, andando a martellare tempi troppo bassi anche per il Dottore.
Terzo arriva Pedrosa, staccato di una vita, 23 secondi, quasi uno al giro; troppi, anche se Dani era infortunato e ha corso lo stesso nonostante la brutta caduta di sabato.
Quarto Alex DeAngelis che con una splendida prestazione continua a rendere inspiegabile la sua cacciata dal team Gresini; farà posto a Melandri, un pilota questa volta veloce, ma nel complesso un enigma.
Colin Edwards porta a casa l’ennesimo quinto posto anche se con una partenza migliore poteva ambire al quarto visto e considerato il suo passo gara; Dovizioso si ferma al sesto posto, troppo poco per un pilota dalle grandi speranze che guida la Honda Repsol ufficiale. Andrea sa che il 2010 sarà l’anno decisivo per la sua carriera in Motogp e non potrà più permettersi di farsi “fregare” da piloti clienti.
Dietro di loro il vuoto con un Capirossi a remare nelle retrovie a bordo di una Suzuki oramai inguardabile.
A Sepang domenica prossima Valentino Rossi festeggerà il suo nono titolo; gli basterà un quarto posto in caso di vittoria del rivale, un nono in caso di secondo posto di Lorenzo e un tredicesimo se Jorge arrivasse terzo. Una pura formalità.
Rossi però non è tipo che fa questi calcoli e lo vedremo sicuramente dare battaglia insieme a Stoner Lorenzo e Pedrosa per aggiudicarsi la vittoria su di una pista completa e molto bella, sulla quale storicamente tutti e quattro fanno faville.
Prossimo GP in Malesia il 25 ottobre.
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considerando che la Ducati non è certo la migliore moto,anzi,la prestazione del canguro non fà altro che ribadire che Stoner è di gran lunga il pilota più veloce del lotto,dottore compreso. Certo,non il più completo.Sicuramente non ha la forza mentale del 46,la maturità di un Pedrosa etc.Componenti importanti,che potrebbero far sì che questo ragazzo vincerà pochi titoli. Ma a guidare la moto non lo batte nessuno