Motogp Malesia: Analisi

motogpfotopiloti2009
Casey Stoner – Strepitoso
. Parte come un fulmine, poi fulmina Pedrosa e decide di fare un altro sport.
Non riusciamo a capire come faccia a dare due secondi al giro a tutti quando la pista è cosi allagata.
Fantastico.

Daniel Pedrosa – Cresciuto. Sul bagnato intendo. Prima volta per lui sul podio in Motogp in queste condizioni. Ha il merito di non cedere alla pressione di Dovizioso prima e soprattutto di Rossi poi, dimostrando che se non è in bagarre e può impostare il suo ritmo riesce ad essere veloce anche con pista viscida.

Valentino Rossi – Campione del mondo. Alla prima curva sbaglia tutto arrivando lungo e dopo poco Lorenzo lo sorpassa. Poteva finire male questa gara ma Rossi ha troppa esperienza per buttare al vento occasioni cosi grandi; si rimbocca le maniche e piano piano risale fino al podio, il posto giusto per festeggiare.Nona perla di una straordinaria carriera.

Jorge Lorenzo – Mai domo. Durante il giro di riallineamento rientra ai box ed è costretto a partire dal fondo della griglia. Non demorde e in una staccata passa metà dei piloti in pista.
Lotta con Rossi, ben sapendo che per tenere aperto il mondiale doveva solo vincere e sperare che Rossi facesse peggio di quarto; impresa impossibile.
Cede alla fine al compagno, ma quest’anno è stato lui il più grosso grattacapo per il Dottore. Complimenti.

Nicky Hayden – Cresciuto anche lui. Ora sembra domare molto bene la belva rossa, anche se i livelli di Stoner sono irrangiungibili e forse per lui lo saranno sempre.Comunque sia con grande impegno e spirito di sacrificio ha mostrato come si possano fare passi avanti nonostante la moto sembri all’apparenza inguidabile. Melndri dovrebbe imparare da lui.

Chris Vermeulen – Mago della pioggia. La Suzuki è universalmente riconosciuta come la moto più scarsa dell’era motogp e solo condizioni limite, dove conta il manico, un pilota come Chris può far vedere quanto vale. Prossimo anno in SBK con Kawasaki, speriamo in meglio.

Andrea Dovizioso – Delusione. Era terzo, Rossi stava recuperando ma Andrea riusciva a tenere il passo di Pedrosa, giunto secondo. Un altro errore che va a sommarsi a tanti altri commessi in questa stagione, vuoi per una moto inadatta alle sue caratteristiche, vuoi per forzare troppo nel tentativo di agguantare i fantastici quattro. Vedremo il prossimo anno.

Formula 1 Brasile: Analisi

AUTO-PRIX-AUS
Mark Webber – Duro
. Una sorta di Nigel Mansell del 2000. In partenza si difende da Raikkonen rompendogli l’ala anteriore con una manovra veramente pericolosa, poi nel gioco dei pit stop, grazie ad un ritmo altissimo, sorpassa Barrichello. Da li in poi nessuno lo impensierisce più.

Robert Kubica – Stranito. Si perchè inspiegabilmente da qualche GP la BMW si rivela competitiva nonostante abbia già deciso di abbandonare la Formula 1 a fine anno. Detto questo Kubica approfitta del parapiglia iniziale e imposta la gara su un ottimo ritmo che lo tiene al riparo dal ritorno di Hamilton, andando a conquistare un secondo posto inaspettato alla vigilia.

Lewis Hamilton – Surreale. Parte dai bassifondi della griglia e grazie ad un assetto da asciutto perfetto rimonta in maniera incredibile, fulminando tutti coloro che si ritrova davanti. Bella la lotta con Barrichello.
Cresce la consapevolezza che se la Mclaren non avessse sbagliato macchina, in cima al mondiale probabilmente oggi ci sarebbe lui.

Sebastian Vettel – Deluso. Come Hamilton parte dal fondo e recupera manciate di posizioni in gara. Pilota velocissimo ma un pò acerbo nella gestione di un intero campionato; paga delle qualifiche sottotono (nonostante sia un mago della pioggia) e assiste al trionfo del rivale Button.

Jenson Button – Campione del mondo. Qualifiche difficilissime, ma Jenson non perde la calma e approfittando del mega incidente del primo giro guadagna diverse posizioni.
Da li in poi tira fuori i muscoli lottando con Kobayashi e gli altri dimostrando che questo titolo se lo è meritato sul campo; il problema a Barrichello infine gli spiana la strada verso la corona e Jenson festeggia.

Kimi Raikkonen – Sfortunato. Partenza strepitosa, sale al terzo posto, poi mentre sta sorpassando Webber viene chiuso contro il muro col risultato che l’ala anteriore va a pezzi. Percorre il giro ad andatura turistica, poi rifornisce, la macchina prende fuoco causa la benzina di Kovalainen spruzzatagli in faccia, riparte ultimo e con un gran ritmo risale fino al sesto posto surclassando ancora una volta Fisichella.
E la Ferrari lo ha licenziato..

Rubens Barrichello – Sconfitto. Il grande sconfitto, ma col sorriso sulle labbra. Combatte nelle qualifiche e fa la pole, poi in gara paga una strategia non perfetta; ritrovatosi a lottare con Hamilton fora un pneumatico e dice addio al sogno di portare la lotta mondiale fino ad Abu Dhabi.
Onore delle armi a Rubens che, dato per finito, ha dimostrato ancora di saperci fare.

Giancarlo Fisichella – Inguardabile. Nelle libere fa spegnere la monoposto in una prova di partenza; in qualifica la fa spegnere al primo giro sotto l’acqua. In gara subisce ancora una volta Raikkonen; un disastro. E la terza piazza nel mondiale costruttori per la Ferrari si allontana.

Sebastien Buemi – Piede pesante. Si qualifica sesto in condizioni limite e conduce una gara perfetta senza errori e con un ritmo da alta classifica. Di altra pasta rispetto al compagno Alguersuari.
Del Franco-siciliano ne sentiremo ancora parlare.

Motogp Malesia: Cronaca – Rossi è Campione del Mondo

valentino-rossi campione
Dopo una gara in cui poteva succedere di tutto, Valentino Rossi conquista magistralmente il suo nono titolo mondiale, confermando con forza che il più forte, ancora una volta è lui.
La gara viene vinta da un Casey Stoner (Ducati) in straordinaria forma, che ha staccato di una quindicina di secondi Daniel Pedrosa (Honda) e lo stesso Rossi.

Dopo qualifiche entusiasmanti per Valentino, la gara doveva essere soltanto una passerella trionfale visto che a lui bastavano solo 14 punti (quarto posto) per chiudere definitivamente i giochi mondiali, ma un violento acquazzone ha ribaltato la situazione aggiungendo sale alla sfida con Lorenzo.
Oltre a questo, un errore di valutazione del team di Jorge ha fatto precipitare lo spagnolo in fondo alla griglia di partenza rendendo ancora più dura l’impresa di vincere la gara e sperare di tenere aperto il mondiale.

Pronti via e Rossi sbaglia completamente la prima staccata naufragando a centro gruppo, mentre Lorenzo la indovina e passa 7-8 piloti in un colpo solo.
Dopo poche curve i due si incontrano a metà gruppo con Jorge che sorpassa Rossi; Valentino però sapendo bene cosa c’era in palio non si fa prendere dal nervosismo e si “accuccia” dietro il compagno, prendendo lentamente in mano la moto con queste difficilissime condizioni.

Di altra pasta invece il carattere di Stoner; dopo aver sorpassato Pedrosa infatti Casey si lancia in un forcing insostenibile per chiunque e a suon di giri velocissimi (un paio di secondi pià rapido degli altri) scava un solco incolmabile con i rivali, permettendosi, già a metà gara, di alleggerire il gas ed attendere tranquillo la fine del GP.
Il fulcro della gara si sposta quindi sulla lotta per il titolo, con i due Yamahisti in gran recupero sul resto del gruppo; Rossi passa Lorenzo ed insieme fanno fuori tutti gli altri piloti, fino a stabilizzarsi entrambi in quarta e quinta posizione, un paio di secondi dietro a Dovizioso.
Andrea però, nel tentativo di tenere il passo del compagno di squadra Pedrosa, in quel momento secondo, esagera e butta via un’ottima gara, lasciando la porta aperta del podio al prossimo Campione del Mondo.
Rossi infatti riesce a tenere a debita distanza Lorenzo, assicurandosi la possibilità di salire sul podio per festeggiare quello che è per lui il settimo titolo nella classe regina, solo uno in meno del recordman Giacomo Agostini, con l’ennesima maglietta celebrativa (ha fatto di meglio in passato) “Gallina vecchia”; messaggio nemmeno tanto velato a coloro che lo davano per finito con l’avvento della nuova generazione.

Da segnalare infine l’ottima gara di Chris Vermeulen che si conferma fortissimo col bagnato, situazione nella quale più che moto ed elettronica conta solo il manico e di Aleix Espargarò, al debutto con la Ducati sul bagnato, non proprio la più facile delle esperienze.
Prossimo GP a Valencia l’ 8 novembre.

motogp sepang result

Formula 1 Brasile: Cronaca – Button Campione del Mondo

button campione
Jenson Button è Campione del mondo!
Si conclude cosi la lotta per la conquista dell’iride 2009, con il “paracarro” (come lo aveva definito Briatore) che con una gara gagliarda conquista sul campo i punti necessari per porre fine alla cavalcata iniziata a Melbourne in primavera.
Mark Webber (Red Bull) vince invece il Gran Premio del Brasile, davanti a Robert Kubica (Bmw) e a Lewis Hamilton (McLaren) dopo una gara piena di colpi di scena, sia in ottica mondiale che non.
Ma andiamo con ordine.

Durante le qualifiche un temporale si abbatte sul circuito; dopo continue interruzioni finalmente la griglia di partenza viene definita, con Barrichello in pole davanti a Trulli, mentre gli altri protagonisti della lotta per il titolo arrancavano molto più indietro.
Vettel 16esimo, attardato da un assetto sbagliato (lui sotto la pioggia è un vero mago), mentre Button 14esimo faceva buon viso a cattivo gioco, conscio del fatto di poter decidere la strategia migliore visto che non partecipando alla Q3 (dove i carichi di benzina scelti non possono essere variati) avrebbe potuto riempire il serbatoio di carburante e sfruttare il primo stint di gara per recuperare posizioni.
Male Hamilton, 17esimo sempre per aver scelto un assetto da asciutto (che lo aiuterà molto in gara), mentre per la Ferrari l’unico in grado di poter salvare il salvabile si dimostrava ancora una volta Raikkonen con un buon quinto posto; ancora inguardabile Fisichella, ultimo dopo un errore da principiante durante la Q1.

Pronti-via e Raikkonen passa subito al terzo posto lottando con Sutil; nel rettilineo opposto cerca l’attacco a Webber ma l’australiano lo chiude verso l’erba cambiando traiettoria in maniera poco ortodossa rompendo l’ala anteriore del ferrarista; Kimi è costretto a rallentare mentre dietro di lui Sutil pasticcia un pò per evitarlo coinvolgendo Trulli in un incidente pericoloso che avrà come vittima anche Fernando Alonso.
Troppi detriti in pista ed esce la safety car; Raikkonen e Kovalainen rientrano ai box, il primo per sostituire l’ala danneggiata e per cambiare strategia, il secondo solo per rifornire.
Alla ripartenza dalla piazzola però Kovalainen si trascina il bocchettone della benzina rovesciando letteralmente decine di litri addosso al povero Kimi che lo segue a ruota; il calore degli scarichi della Ferrari fa il resto e per un attimo la rossa (con Kimi a bordo) si trasforma in una palla di fuoco.
Iceman (soprannome a pennello qui) dopo un attimo di smarrimento riprende subito la corsa nonostante un pò di benzina gli si sia infilata negli occhi, rientrando in pista addirittura dietro al compagno Fisichella.

Dopo il rientro della safety car si scatenano i contendenti per il titolo; Barrichello in testa impone il suo passo, mentre da dietro risalgono a suon di sorpassi Vettel e Button, nel frattempo avvantaggiati dagli incidenti capitati al primo giro.
Barrichello però è il più scarico di carburante e per avere chanches di vittoria dovrebbe scavare un solco ben più ampio di 2 secondi nei confronti di Webber; infatti Rubens è il primo a fermarsi e al suo rientro in pista la situazione inizia per lui a prendere una piega sfavorevole.
Vettel infatti lo sorpassa, e dopo la sosta di Webber, Rubens se lo ritrova davanti, con Button “lungo” nella strategia, in rimonta.
Jenson però si scontra con l’irruenza del rookie Kobayashi (Toyota) che senza timori reverenziali tiene dietro l’aspirante Campione a suon di staccate obbligando Button ad una manovra al limite per sbarazzarsene.

Kimi Raikkonen intanto imposta un ottimo passo col quale recupera tante posizioni, mentre Fisichella continua ad arrancare in fondo al gruppo; entrambi hanno una strategia molto conservativa che in teoria potrebbe garantire loro una gara in rimonta visto lo stop in meno da effettuare, ma soltanto Kimi riesce a interpretare al meglio questa macchina e prima della sua prima sosta (44esimo giro) il finlandese risale fino al quinto posto.
Nel secondo stint  di gara la classifiche vede Webber al comando davanti ad un ottimo Kubica, poi Barrichello in lotta con Hamilton (risalito grazie alla sua aggressività ed a un’assetto ottimale), poi Raikkonen, Button, Vettel e il sorprendente Buemi della Toro Rosso velocissimo per tutto il weekend.

Dopo la sosta di Kimi, anche Kubica si ferma ma Barrichello non riesce ad approfittarne causa problemi indefiniti alla sua monoposto; il pilota via radio si lamenta infatti della caduta di competitività della sua Brawn avvenuta dopo la prima sosta e, l’impossibilità di impostare un ritmo otimale, lo taglia di fatto fuori dalla possibile lotta per la vittoria.
Barrichello si ferma per la seconda ed ultima sosta al 50esimo giro, rientrando dietro Buemi che si fermerà di li a poco; al giro successivo tocca a Webber che mantiene la testa della corsa, mentre al 56esimo e al 57esimo si fermano Button e Vettel.
Dopo la girandola delle soste la classifica vede Webber, Kubica, Barrichello, Hamilton, Vettel, Button e Raikkonen con Jenson virtualmente Campione.
La speranza per Rubens è quella di andare a prendere Kubica e allo stesso tempo che Kimi sorpassi Button; purtroppo per lui però una foratura lo riporta sulla terra vanificando ogni suo sogno di giocarsi il titolo all’ultima gara ad Abu-Dahabi.
Barrichello è costretto a far passare Hamilton e mentre a pochissimo dal termine rientra mestamente ai box per cambiare la gomma forata, tutta la torcida brasiliana è in piedi ad applaudirlo, nonostante l’ennesima pesante sconfitta di Rubens.
Nel frattempo Raikkonen recupera su Button ma non abbastanza e cosi sotto la bandiera a scacchi (sventolata da Felipe Massa) finalmente Jenson può esultare; è Campione del Mondo.

Si realizza cosi il sogno di un pilota considerato fin dall’inizio della sua carriera un predestinato, ma mai in grado di dimostrare granchè soprattutto a causa di monoposto poco felici; quest’anno, alla prima vera occasione con una neonata Brawn GP (campione del mondo costruttori) al massimo della forma ha però zittito tutti.
Ora vedremo se nel 2010, con avversari ben più agguerriti riuscirà a fare il bis.
Per quanto riguarda la Ferrari, la Scuderia ha perso il terzo posto nel mondiale costruttori a vantaggio della McLaren; l’ultimo GP sarà quindi decisivo e il punto che divide i due team potrà essere recuperato solo se la rossa si dimostrerà a suo agio sul nuovo circuito medio-orientale.
Altrimenti per Maranello sarà un 2009 assolutamente da dimenticare.
Prossimo ed ultimo GP ad Abu Dahabi il 1 novembre.

f1 brasil result

Motogp Malesia: Preview

circuito_sepang
Il Gran Premio della Malesia di Motogp si corre sul modernissimo circuito di Sepang.
Tracciato completo, con curvoni veloci, staccate violente, curve a medio raggio, rettilinei lunghissimi; qui Valentino Rossi è abituato ad andare fortissimo e anche a vincerci mondiali, come nel 2003 e nel 2005.
Per questi motivi credo proprio che il 2009 non farà eccezione e vedremo un Dottore in palla, voglioso di vincere il mondiale e stravincere la gara.
Jorge Lorenzo insieme a Stoner e Pedrosa saranno come sempre della partita, ma la sensazione è che potranno al massimo giocarsi il secondo posto.
Sorprese potrebbero arrivare forse da Capirossi ed Elias che insieme a Edwards DeAngelis e Dovizioso si spartiranno dalla quinta alla decima posizione.
Infine un appunto.
Rossi sarà campione se:
- Lorenzo vince e Vale arriva quarto.
- Lorenzo arriva secondo e Vale arriva nono.
- Lorenzo arriva terzo e Vale arriva tredicesimo.
- Lorenzo arriva quarto.

Previsione MotorAnto:
1- Rossi
2- Lorenzo
3- Stoner

Da tenere d’occhio:
- Pedrosa
- Capirossi
- Edwards

Orari GP Malesia
Motogp
Venerdi – Prove libere ore 8.00
Sabato – Prove libere ore 4.00
Sabato – Qualifiche ore 8.00
Domenica – Warm up ore 3.40
Domenica – Gara ore 8.00
- Fuso orario Italiano –

Motogp Australia: Analisi

motogpfotopiloti2009
Casey Stoner – Rinato
. In un sol colpo ha vinto, battuto Rossi e scacciato i fantasmi dello stop estivo. Ha sorso una gara straordinaria dando spettacolo con derapate fuori dal comune e gestendo il ritmo perfettamente.
Ha vinto per la terza volta consecutiva a Phillip Island; nemmeno Doohan c’era riuscito.
Un fenomeno.

Valentino Rossi – Passo avanti. Alla fine è contento per i 20 punti recuperati su Lorenzo ma anche un pò scocciato per non aver battuto la bestia Stoner. Ci ha provato, non c’è riuscito.
Si rifarà sicuramente a Sepango in Malesia dove per la nona volta stapperà lo champagne.

Daniel Pedrosa – Zoppicante. Corre in condizioni limite dopo la brutta caduta di sabato. Becca un secondo al giro da Stoner e Rossi ma almeno arriva sul podio.
Ennesima stagione corsa in sordina; arriverà mai l’ora di Daniel?

Alex DeAngelis – Combattivo. Il posto per il 2010 ancora non ce l’ha ma Alex non molla. Ultimamente è velocissimo e batte regolarmente Dovizioso che di Honda guida quella ufficiale.
Come dice Marco Masetti, uno che va cosi forte a Phillip Island un posto in Motogp lo deve avere.

Colin Edwards – Sempre quinto. Anche lui si è stancato di timbrare sempre il cartellino del quinto posto, ma questa volta si addormenta in partenza e la possibilità di lottare per il quarto sfuma subito.
Nel corso della gara passa da nono a quinto; non male per una motogp cosi avara di sorpassi!

Andrea Dovizioso – Deludente. Corre dopo aver avuto problemi intestinali e questo è giusto dirlo. Però è da un pò di GP che arriva dietro alle Honda clienti.
Perde punti da Edwards nella lotta per il quinto posto mondiale (primo degli umani), e spera tutto nel 2010, quando potrà guidare una moto sviluppata anche da lui.

Jorge Lorenzo – Arreso. Dopo qualche centinaia di metri commette l’errore più grave della stagione. Regalando di fatto il mondiale a Valentino Rossi.
Doveva controllarsi, dimostrare di essere cresciuto come pilota, ed invece la smania di recuperare lo tradisce facendolo ruzzolare per terra.
Al suo secondo anno ha messo in difficoltà il Re della Motogp e questo è un punto da tenere in considerazione; nel 2010 ci sarà la rivincita.

Suzuki – Inguardbile. Oramai è un pianto; la moto azzurra è di una categoria inferiore.
Capirossi e Vermeulen invece di lasciar perdere ci provano ma arrivano dietro. Troppo.
La sensazione è che se nel 2010 non arriveranno risultati, dopo la Kawasaki il mondiale motogp dovrà fare a meno anche della Suzuki.

Motogp Australia: Cronaca – DevaStoner è tornato

Stoner win Aaustralia 2009
Ha sbattuto fuori tutti i fantasmi legati al suo periodo di stop. Definitivamente.
A bordo della sua splendida Ducati per l’occasione vestita di bianco Casey Stoner vince il Gran Premio di Australia di Motogp, davanti a Valentino Rossi (Yamaha) e a Daniel Pedrosa (Honda), dopo una gara ad alta tensione, non tanto per i sorpassi (nulli) quanto per la lotta sul filo dei centesimi per i primi due.
Jorge Lorenzo invece ha buttato alle ortiche la possibilità di vincere il mondiale; ci credeva, ma ha esagerato.
Con una partenza sconsiderata si è tuffato nella ghiaia della prima curva rovinando anche la gara di Nicky Hayden e nonostante le parole di circostanza (“ho sempre puntato al secondo posto nel mondiale”) la delusione sul suo volto era grande.

Sebbene non ci siano stati sorpassi fra i primi due, per tutto il Gran Premio il distacco massimo ha rasentato il secondo, a dimostrazione di una sfida ad alto carico emotivo per entrambi.
La pista di Phillip Island è notoriamente una sorta di Paradiso dei piloti, sul quale solitamente vince il più forte; non è un caso se Rossi qui è sempre andato a podio e se le ultime tre edizioni le ha vinte Stoner.
Proprio Casey, dopo essersi liberato di Pedrosa ha preso il comando ed ha imposto un ritmo insostenibile per tutti tranne che per Valentino, anche se a suo dire ha gestito con tranquillità la prima posizione.
Rossi dal canto suo ha giurato di averci provato a vincere, ma nella sua mente un posticino per il secondo posto potrebbe esserci stato; cadere ancora una volta e rimettere in gioco il mondiale dopo che Lorenzo gli aveva servito il titolo alla prima curva sarebbe stato troppo stupido.

Valentino però ci ha provato; fino a due giri dalla fine ha recuperato i pochi decimi che dividevano i due fenomeni, ma nel rush finale Stoner è stato irresistibile, andando a martellare tempi troppo bassi anche per il Dottore.
Terzo arriva Pedrosa, staccato di una vita, 23 secondi, quasi uno al giro; troppi, anche se Dani era infortunato e ha corso lo stesso nonostante la brutta caduta di sabato.
Quarto Alex DeAngelis che con una splendida prestazione continua a rendere inspiegabile la sua cacciata dal team Gresini; farà posto a Melandri, un pilota questa volta veloce, ma nel complesso un enigma.
Colin Edwards porta a casa l’ennesimo quinto posto anche se con una partenza migliore poteva ambire al quarto visto e considerato il suo passo gara; Dovizioso si ferma al sesto posto, troppo poco per un pilota dalle grandi speranze che guida la Honda Repsol ufficiale. Andrea sa che il 2010 sarà l’anno decisivo per la sua carriera in Motogp e non potrà più permettersi di farsi “fregare” da piloti clienti.
Dietro di loro il vuoto con un Capirossi a remare nelle retrovie a bordo di una Suzuki oramai inguardabile.

A Sepang domenica prossima Valentino Rossi festeggerà il suo nono titolo; gli basterà un quarto posto in caso di vittoria del rivale, un nono in caso di secondo posto di Lorenzo e un tredicesimo se Jorge arrivasse terzo. Una pura formalità.
Rossi però non è tipo che fa questi calcoli e lo vedremo sicuramente dare battaglia insieme a Stoner Lorenzo e Pedrosa per aggiudicarsi la vittoria su di una pista completa e molto bella, sulla quale storicamente tutti e quattro fanno faville.
Prossimo GP in Malesia il 25 ottobre.

motogp australia result

Formula 1 Brasile: Preview

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Il Gran Premio del Brasile di Formula 1 si corre sul circuito di Interlagos, sul quale negli ultimi 4 anni si è risolta, in modo più o meno rocambolesca. la lotta per il mondiale piloti.
Anche quest’anno il Campione del mondo può venir fuori proprio da questa gara; Jenson Button con un terzo posto ha matematicamente in tasca il titolo, ma la rabbia e il talento di Vettel, unite al tifo brasiliano a favore di Barrichello renderanno la vita difficilissima all’Inglese.
La pista in sè, con curvoni veloci da alto carico e curve strette scivolose, pare essere terreno di caccia per le Red Bull e le Brawn GP, ma ci aspettiamo una McLaren in forma che con Hamilton potrà inserirsi sul podio.
La Ferrari oramai tira la carretta in attesa del 2010 e a meno di colpi di scena il povero Raikkonen si dimenerà nella bassa zona punti.
La stagione in Brasile è però di quelle che in un attimo rovesciano ettolitri di pioggia e se ciò accadesse potremmo vedere stravolti i valori in campo; il mago del bagnato è Vettel, ma anche Hamilton, Barrichello, Raikkonen, Rosberg e tanti altri vanno forte in queste condizioni.
Con pista bagnata le prestazioni si livelleranno e i pronostici salteranno; la sensazione rimane comunque che anche quest’anno il “film” del mondiale di Formula 1 si concluderà all’ultimo GP, per continuare a tenere col fiato sospeso spettatori e tifosi, troppo annoiati da quello che succede in pista.

Previsione MotorAnto:
1- Barrichello
2- Vettel
3- Hamilton

Da tenere d’occhio:
- Button
- Webber
- Raikkonen

Orari GP Brasile
Venerdi – Prove libere ore 15.00
Venerdi – Prove libere ore 18.00
Sabato – Prove libere ore 16.00
Sabato – Qualifiche ore 19.00
Domenica – Gara ore 18.00
- Fuso orario Italiano -