Formula 1 Abu Dhabi: Analisi


Sebastian Vettel – Piede pesante. Secondo tempo in qualifica con una monoposto più pesante del compagno di squadra. Primo stint di gara controllando il ritmo di Hamilton più leggero di lui.
Seconda parte di gara nella quale ha dato un secondo al giro a Webber, in quel momento secondo.
Che dire, se avesse corso cosi per tutto l’anno, avrebbe vinto il mondiale un paio di mesi fa.

Mark Webber – Ruvido. Non ha nelle corde l’exploit o il colpo di genio che può avere Vettel, ma riesce quasi sempre a fare il suo dovere. Difende la posizione nel finale su Button usando tutto quello che può, ma di reggere il ritmo di Vettel non se ne parla.

Jenson Button – Discreto. Voleva legittimare il titolo con una gara all’altezza; ci è quasi riuscito, anche se al massimo poteva arrivare secondo. Non riesce a sorpassare Webber anche se ci ha provato in tutti i modi, ma in questa F1 moderna è già tanto vedere qualcuno che ci prova!

Rubens Barrichello  - Paperino. Anche questa volta gli succede qualcosa. Al via un pezzo della sua ala anteriore si stacca ed è costretto a correre cosi per tutta la gara.
Il suo ritmo non è male e non sapremo mai se con la macchina al massimo dell’efficienza avrebbe potuto raccogliere di più. Resta il fatto che se deve succedere qualcosa in casa-Brawn stiamo pur tranquilli che succederà a lui.

Nick Heidfeld – Ragioniere. Probabilmente è il lavoro che avrebbe fatto se non avesse intrapreso la carriera di pilota. Mai un guizzo, mai un colpo da ricordare; solita gara senza errori e conclusa in una buona posizione. La BMW si ritirerà, Nick troverà spazio nel 2010?

Kamu Kobayashi – Sorpresa. Questo qui è uno che va forte. Il Samurai non ha paura di nessuno, lotta con Button senza timori reverenziali e in gara risale dal 12esimo posto fino alla sesta posizione.
La Toyota si ritira e perde un sicuro ottimo pilota, chissà se qualcuno ne saprà approfittare.

Sebastien Buemi – Conferma. Dopo la grande gara del Brasile il pilota della Toro Rosso fa vedere di che pasta è fatto e surclassa di nuovo il compagno di team Alguersuari.
Gara senza errori, con sorpassi e sportellate; sta crescendo bene, in Red Bull continuano a garantirsi un futuro con piloti cosi.

Kimi Raikkonen – Arreso. La F60 ci mette 6 giri per scaldare le gomme. Nei primi sei giri Kimi perse una miriade di secondi dal gruppo di testa e la stessa cosa gli succede quando si ferma per il pit stop.
La sua gara finisce proprio nei primi giri, non poteva fare altro, visto che con questa macchina quello che poteva fare quest’anno l’ha fatto bene.

Giancarlo Fisichella – Impalpabile. In qualifica prende un secondo da Kimi. In gara parte bene, ma poi ai box sbaglia e gli tocca pure un Drive Through. Il ritmo non è malissimo, ma in frenata non riesce proprio a sfruttare la monoposto. L’ultima occasione in rosso per fare bella figura è andata. Ora basta cosi.

Lewis Hamilton – Capita. E’ la prima volta che si ferma per problemi meccanici dal 2007 ad oggi. Prima o poi doveva succedere. La gara poteva riservar lui un secondo posto sicuro, visto che vettel stava già scappando. Rimane il fatto che surclassa ancora una volta Kovalainen, ormai ex compagno di squadra.

Motogp Valencia: Cronaca – Pedrosa domina in casa


Seconda vittoria stagionale per lui e 2009 che va in cantiere non senza colpi di scena. Daniel Pedrosa vince il GP della Comunità Valenciana davanti a Valentino Rossi e a Jorge Lorenzo.
E’ la seconda vittoria stagionale per lui sopo il successo di Laguna Seca; vittoria sicuramente resa più semplice dal grossolano errore di Casey Stoner nel giro di allineamento, nel quale ha esagerato con il gas a gomme fredde, cadendo e dicendo addio ai sogni di (probabilissima) vittoria.

Durante le qualifiche Stoner aveva messo in riga tutti e tutti si aspettavano che anche in gara Casey potesse fare un altro sport; dopo la caduta nel warm up lap però la vittoria è tornata in gioco e Pedrosa è stato il più lesto di tutti nell’approfittare di ciò.
In partenza Dani non si fa pregare e parte a fionda mentre Rossi e Lorenzo vengono sopravanzati da Elias; i due yamahisti impiegano un paio di giri nel risorpassarlo ma intanto Pedrosa è già scappato.
Il suo ritmo è insostenibile sia per Rossi che per Lorenzo il quale, dopo un rischio in uscita di curva, salta sulla moto e sbatte violentemente sul serbatoio andando per un attimo in confusione.
Una volta passato il male Jorge riprende il ritmo e si riavvicina a Rossi ma Valentino riesce a rispondere e a garantirsi cosi la seconda posizione.

Dietro a Pedrosa Rossi e Lorenzo la gara ha visto un paio di lotte interessanti; la prima quella tra Edwards e Hayden per la quarta posizione e la seconda la risalita nel gruppo di Ben Spies, Campione del Mondo Superbike qui a bordo della Yamaha M1.
Edwards per concludere in campionato davanti a Dovizioso doveva assolutamente raccogliere un risultato di rilievo e proprio come ha detto lui “arrivare primo degli umani”; Hayden nonostante ami Valencia non è riuscito a tenere il passo di Colin ma ha comunque corso una buona gara giungendo quinto precedendo Toni Elias, disoccupato di lusso per il 2010.
Spies invece, dopo il nono posto in griglia, è partito cauto, prendendo il ritmo a mano a mano che i giri passavano e le lotte con i colleghi si facevano sempre più intense.
E’ riuscito a sopravanzare piloti vecchi e nuovi, fino a riprendere e a fulminare con una bellissima staccata Dovizioso, conquistando cosi la settima piazza finale.
La sensazione è che ci troviamo di fronte ad un grande pilota, uno di quelli che nel 2010 dirà la sua nella lotta per il podio in svariate occasioni, anche se per pensare di infilarsi fra i fantastici quattro forse è ancora un pò presto.


Formula 1 Abu Dhabi: Cronaca – Vettel chiude in bellezza


Quando tuto gira per il verso giusto sembra non avere rivali; cosi Sebastian Vettel (Red Bull) vince il GP di Abu Dhabi, davanti al compagno di team Mark Webber e al neo campione del mondo Jenson Button (Brawn GP).
Il campionato si chiude quindi con la vittoria del baby fenomeno e la sensazione è che quest’anno Vettel abbia buttato alle ortiche (causa errori suoi e del team) una grande occasione per portarsi a casa il titolo.

Durante le qualifiche Hamilton aveva messo in riga tutti ma Vettel si era insediato in seconda posizione con una monoposto più carica di benzina dell’Inglese, facendo presagire una facile vittoria, mentre le Brawn GP di Barrichello e Button, in quarta e quinta posizione, seguivano la seconda Red Bull di Webber.
Male, anzi malissimo le Ferrari con Raikkonen 11esimo e Fisichella ultimo.

Allo start Hamilton tiene la posizione grazie al kers, con Vettel Webber e Button a seguirlo, mentre Barrichello in un contatto col compagno di squadra rovina l’ala anteriore, fortunatamente senza che ciò leda le sue prestazioni.
Fisichella recupera diverse posizioni, mentre Raikkonen ne perde una a favore del debuttante Kobayashi.
Nel primo stint di gara la sfida è tutta fra Hamilton e Vettel, con l’Inglese obbligato a costruirsi un vantaggio tale da poter ritornare in pista dopo il pit stop davanti a Vettel, ma il Tedeschino sebbene con una monoposto più pesante, gli resiste incollato ai suoi scarichi.
Al primo pit stop si fermano nell’ordine Barrichello, Kubica, Hamilton, Button e dopo tre giri anche Vettel, che nel frattempo, liberatosi di Hamilton timbra giri veloci a ripetizione.
Tornato in pista in testa, seguito da Hamilton, Vettel allunga ma proprio in quel momento il pilota della McLaren accusa pesanti problemi ai freni che lo obbligano al ritiro, il primo della sua carriera per problemi meccanici.
Vettel quindi non ha più nulla da temere visto che il secondo in classifica Webber, subisce da lui distacchi pesanti ad ogni giro; nelle posizioni di rincalzo, grazie ad una gara impostata su di una sosta, Kobayashi e Raikkonen risalgono il gruppo con il Giapponese in terza posizione ed il ferrarista in sesta.
Purtroppo per Kimi però le enormi difficoltà della F60 nello scaldare gli pneumatici lo obbligheranno a remare e perdere molto terreno dopo la sosta, vanificando ciò che di buono poteva fare; Kobayashi dal canto suo contiene benissimo il ritmo arrembante dei piloti su due soste e riesce ad installarsi in sesta posizione.

Nell’ultimo stint di gara, dopo la seconda sosta, le posizioni rimangono invariate, con Vettel al comando con un margine di una ventina di secondi su Webber, il quale negli ultimi giri deve fare i conti con l’arrembante Campione del Mondo Jenson Button che, montate le gomme morbide, recupera quasi un secondo al giro, piombando addosso all’Australiano nelle ultime due tornate.
Jenson ci prova, forza un paio di staccate, ma Webber resiste mostrando i muscoli e Button deve arrendersi e rinunciare al secondo posto.
Barrichello conclude quarto seguito da un costante Heidfeld, poi l’ottimo Kobayashi che si mette dietro il caposquadra Trulli e in ottava posizione Buemi della Toro Rosso.
Nulla da fare per la Ferrari per il terzo posto nel mondiale costruttori perchè nonostante lo stop di Hamilton, gli zero punti conquistati da Kimi Raikkonen e Giancarlo Fisichella non hanno permesso il sorpasso e la conseguente conquista di svariati milioni di dollari di premio.

Il mondiale quindi si chiude con un Vettel in piena forma e con le Ferrari mestamente ai box a coronamento di una stagione perlomeno fallimentare; unico momento positivo del 2009 per il team di Maranello è da considerarsi la vittoria di Kimi Raikkonen sul circuito di Spa, teatro delle imprese dei più grandi piloti della storia.
La Formula 1 volta quindi pagina, in attesa di vedere confermati i nuovi team che prenderanno parte al campionato del prossimo anno e in attesa di capire quali saranno i loro piloti.
La Ferrari, come già annunciato, schiererà Fernando Alonso e Felipe Massa, nella speranza di poter tornare a conquistare quel mondiale piloti che nell’era post Schumacher solo Raikkonen è riuscito a vincere.
o farà contando anche sull’esperienza di Giancarlo Fisichella come terzo pilota; un Fisichella deludente che negli ultimi 5 GP non è riuscito a conquistare nemmeno un punto mondiale (a fronte degli ottimi risultati di Kimi) e proprio di un punto la Ferrari non è riuscita a sopravanzare la McLaren nel mondiale costruttori.
A Maranello si libereranno di Kimi Raikkonen quindi, il pilota di ghiaccio che non ama parlare e fare polemica, il pilota che dall’uscita di scena di Massa ha conquistato tre podi ed una vittoria, trascinando da solo il team per tutta la seconda parte della stagione.

Nel 2010 probabilmente i valori in campo cambieranno; la Ferrari lavora da almeno 6 mesi al progetto della monoposto per il prossimo anno, mentre la Brawn GP a fronte delle poche risorse disponibili perderà sicuramente il vantaggio di svluppo avuto durante il 2009.
La McLaren con Hamilton sarà sicura protagonista mentre in Red Bull Vettel partirà con l’obiettivo di vincere il mondiale, ma gli errori del team dovranno essere ridotti a zero perchè a quanto pare le squadre in lotta per l’iride non saranno più solo due.

World Rally Championship: Galles, Loeb Campione del Mondo


E sono sei. Hirvonen ci ha provato a battere l’extraterrestre ma i conti vanno sempre fatti alla fine.
Sebastien Loeb ha vinto il rally del Galles, conquistando il Campionato del Mondo Rally 2009 a bordo della sua fida Citroen C4 WRC.
Dopo una prima parte di stagione vissuta da protagonista ed una parte centrale problematica, Loeb negli ultimi rally ha tirato fuori tutta la sua classe per recuperare quanti più punti possibili a Hirvonen, presentandosi al via dell’ultimo appuntamento della stagione a -1 dalla vetta.
La sfida sugli sterrati Inglesi è stata una sorta di dentro o fuori, con i due piloti in lizza per il titolo in lotta per la vittoria fin dall’inizio.
Alla fine della prima tappa i due si trovavano staccati di soli 5 secondi e le condizioni atmosferiche difficilissime avevano buttato sale alla sfida; terreno scivolosissimo e prove speciali che cambiavano ad ogni passaggio rendevano incerto il risultato e la condotta di gara dei due piloti che non potevano fare altro che spingere sempre e comunque.
La seconda tappa si apre con i due ancora in lotta, ma durante la PS8 di 15km Loeb sferra il primo attacco rifilando ben 10 secondi a Hirvonen, un’enormità.
Nemmeno il tempo di rendersi conto di che cosa è successo e Hirvonen deve incassare altri 12 secondi nella prova successiva; Loeb sta tirando oltre il limite e il mondiale si sta giocando in queste prove.
Il pilota Finlandese cerca di rialzarsi e durante la PS15 chiude gli occhi e apre il gas; le condizioni sono difficili, Loeb decide di non rischiare mentre Hirvonen vola.
Il distacco è dimezzato a due speciali dalla fine del rally. Dalla fine del mondiale.
Mikko fa sapere che ormai non ha più nulla da perdere e che attaccherà fino alla fine, ma la sfortuna è li in agguato; durante la penultima prova il cofano della sua Focus si stacca aprendosi contro il parabrezza.
Hirvonen non può continuare ed è costretto a fermarsi per richiuderlo; i secondi persi sono tanti, troppi.
Il mondiale è finito, Loeb è campione per la sesta volta.
Dietro di loro Dani Sordo (Citroen) conclude terzo, mentre Solberg (Citroen) conquista un buon quarto posto. Delusione invece per Latvala (Ford), soltanto settimo.

Si conclude cosi il mondiale rally 2009, un mondiale che ha visto Loeb campione per la sesta volta consecutiva dopo una parte centrale di stagione ad appannaggio di Hirvonen, l’erede in Ford di Marcus Gronholm.
Si pensava che il francese della Citroen potesse conquistare il titolo a mani basse, ma gli errori commessi durante la stagione (oltre a sviste del team come quella in spagna) hanno rimesso in gioco il Finlandese della Ford che sembrava in grado di interrompere l’egemonia di Seb.
L’ultimo rally, una sfida decisiva d’altri tempi, ha premiato il più forte, lo Schumacher degli sterrati.
E proprio Schumacher sarà ora l’obiettivo di Loeb; conquistare il settimo titolo.


WorldSBK Portimao: Spies è Campione del Mondo


Alla fine ha vinto il più forte.
Ben Spies si laurea Campione del mondo SBK al suo primo anno di partecipazione, battendo Nori Haga dopo un’annata fatta di record (pole position), di tante vittorie e di grandi delusioni (problemi tecnici) che sembravano poter regalare il titolo al ducatista.
Ben non ha mai mollato, ha corso più di metà campionato in recupero ed alla fine ha messo le zampate giuste controllando in posizione di sicurezza la seconda manche dell’ultimo round del campionato.

Gara-1. Spies parte fortissimo, deciso a recuperare i 10 punti che lo dividono da Haga; dalla pole scatta bene ed inizia un forcing che Biaggi non sarà in grado di contrastare.
Haga dal canto suo partendo a metà schieramento inizia una rimonta che lo porterà fino alla top six, quando la foga del recupero e la consapevolezza di uno Spies davanti a tutti lo faranno sbagliare.
La scivolata è tremendamente decisiva per il mondiale, in quanto Spies balza da -10 a +15 in un sol colpo vincendo la prima manche; dietro di lui Rea, ottimo ancora una volta che vince la battaglia con un Biaggi convalescente dopo la bruttissima caduta delle qualifiche.
Highlights Gara-1

Gara-2. Questa volta Spies, conscio del fatto che può gestire il vantaggio, parte con i piedi di piombo evitando accuratamente battaglie inutili ai fini del campionato.
Byrne, Rea, Biaggi e Fabrizio lo passano e la stessa cosa la fa anche Haga; dal box Yamaha si intravedono facce preoccupate, ma la sensazione è che Ben stia solo cercando di evitare rischi superflui.
Davanti si aprono le battaglie, con Rea, Fabrizio e Byrne a dare spettacolo; Fabrizio e Rea però si staccano mentre da dietro arriva Haga. Nori ha bisogno di punti e l’unica cosa da fare è vincere.
Fabrizio potrebbe rallentare il ritmo ma non lo fa in maniera evidente; a pochi giri dalla fine Haga pressa Rea e Jonhatan sbaglia regalado a Nori la seconda piazza.
Al box Ducati fanno i conti; se Haga vincesse a Spies basterebbe un sesto posto, proprio la posizione che sta occupando.
Ben però per dipanare dubbi matematici passa Biaggi conquistando il quinto posto; ad Haga non è sufficiente nemmeno una vittoria regalatagli da Fabrizio ed infatti Michel va a tagliare il traguardo per primo.
Dietro di lui come detto Haga, poi Rea, Byrne, Spies e Biaggi.
Highlights Gara-2

Come detto ha vinto il più forte; nonostante gli stop tecnici Ben Spies ha piazzato pole e vittorie a ripetizione, dimostrando a 24 anni una maturità da top rider navigato; ha gestito i risultati quando doveva gestirli, ha piazzato sorpassi da antologia (Assen), ha corso gare con ritmi altissimi senza sbavature e soprattutto è sembrato sempre pragmatico, impegnandosi ad adattarsi ad una moto che non era all’altezza della Ducati.
Dal canto suo Haga paga l’errore di Donington, pagato caro con un infortunio grave.
Nonostante questo però è sembrato leggermente meno forte di Spies e soprattutto meno infallibile.
Oltre a ciò c’è da considerare la gestione dei piloti di Ducati Corse nelle ultime gare; se Fabrizio avesse lasciato la vittoria di Imola ad Haga quei 5 punti avrebbero permesso a Nori di presentarsi a Portimao con un bel +15, evitando di correre con la consapevolezza che una doppietta di Spies lo avrebbe privato del titolo.
Spies sicuramente avrebbe vinto anche gara-2 in Portogallo, ma Haga aveva a disposizione più risultati utili per portare a casa il mondiale; sportivamente il gioco di squadra può far storcere il naso a tanti, ma in fin dei conti non vedo niente di male nell’insignire lo status di primo pilota in una squadra che punta senza mezzi termini al titolo.
Le esperienze della Ferrari in Formula 1 insegnano.
Vedremo ora cosa potrà combinare Ben in Motogp nel team satellite Yamaha Tech3; la sensazione è che Valentino e soci troveranno in pista un altro che il gas glielo sa dare. Per davvero.

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Motogp Malesia: Analisi

motogpfotopiloti2009
Casey Stoner – Strepitoso
. Parte come un fulmine, poi fulmina Pedrosa e decide di fare un altro sport.
Non riusciamo a capire come faccia a dare due secondi al giro a tutti quando la pista è cosi allagata.
Fantastico.

Daniel Pedrosa – Cresciuto. Sul bagnato intendo. Prima volta per lui sul podio in Motogp in queste condizioni. Ha il merito di non cedere alla pressione di Dovizioso prima e soprattutto di Rossi poi, dimostrando che se non è in bagarre e può impostare il suo ritmo riesce ad essere veloce anche con pista viscida.

Valentino Rossi – Campione del mondo. Alla prima curva sbaglia tutto arrivando lungo e dopo poco Lorenzo lo sorpassa. Poteva finire male questa gara ma Rossi ha troppa esperienza per buttare al vento occasioni cosi grandi; si rimbocca le maniche e piano piano risale fino al podio, il posto giusto per festeggiare.Nona perla di una straordinaria carriera.

Jorge Lorenzo – Mai domo. Durante il giro di riallineamento rientra ai box ed è costretto a partire dal fondo della griglia. Non demorde e in una staccata passa metà dei piloti in pista.
Lotta con Rossi, ben sapendo che per tenere aperto il mondiale doveva solo vincere e sperare che Rossi facesse peggio di quarto; impresa impossibile.
Cede alla fine al compagno, ma quest’anno è stato lui il più grosso grattacapo per il Dottore. Complimenti.

Nicky Hayden – Cresciuto anche lui. Ora sembra domare molto bene la belva rossa, anche se i livelli di Stoner sono irrangiungibili e forse per lui lo saranno sempre.Comunque sia con grande impegno e spirito di sacrificio ha mostrato come si possano fare passi avanti nonostante la moto sembri all’apparenza inguidabile. Melndri dovrebbe imparare da lui.

Chris Vermeulen – Mago della pioggia. La Suzuki è universalmente riconosciuta come la moto più scarsa dell’era motogp e solo condizioni limite, dove conta il manico, un pilota come Chris può far vedere quanto vale. Prossimo anno in SBK con Kawasaki, speriamo in meglio.

Andrea Dovizioso – Delusione. Era terzo, Rossi stava recuperando ma Andrea riusciva a tenere il passo di Pedrosa, giunto secondo. Un altro errore che va a sommarsi a tanti altri commessi in questa stagione, vuoi per una moto inadatta alle sue caratteristiche, vuoi per forzare troppo nel tentativo di agguantare i fantastici quattro. Vedremo il prossimo anno.

Formula 1 Brasile: Analisi

AUTO-PRIX-AUS
Mark Webber – Duro
. Una sorta di Nigel Mansell del 2000. In partenza si difende da Raikkonen rompendogli l’ala anteriore con una manovra veramente pericolosa, poi nel gioco dei pit stop, grazie ad un ritmo altissimo, sorpassa Barrichello. Da li in poi nessuno lo impensierisce più.

Robert Kubica – Stranito. Si perchè inspiegabilmente da qualche GP la BMW si rivela competitiva nonostante abbia già deciso di abbandonare la Formula 1 a fine anno. Detto questo Kubica approfitta del parapiglia iniziale e imposta la gara su un ottimo ritmo che lo tiene al riparo dal ritorno di Hamilton, andando a conquistare un secondo posto inaspettato alla vigilia.

Lewis Hamilton – Surreale. Parte dai bassifondi della griglia e grazie ad un assetto da asciutto perfetto rimonta in maniera incredibile, fulminando tutti coloro che si ritrova davanti. Bella la lotta con Barrichello.
Cresce la consapevolezza che se la Mclaren non avessse sbagliato macchina, in cima al mondiale probabilmente oggi ci sarebbe lui.

Sebastian Vettel – Deluso. Come Hamilton parte dal fondo e recupera manciate di posizioni in gara. Pilota velocissimo ma un pò acerbo nella gestione di un intero campionato; paga delle qualifiche sottotono (nonostante sia un mago della pioggia) e assiste al trionfo del rivale Button.

Jenson Button – Campione del mondo. Qualifiche difficilissime, ma Jenson non perde la calma e approfittando del mega incidente del primo giro guadagna diverse posizioni.
Da li in poi tira fuori i muscoli lottando con Kobayashi e gli altri dimostrando che questo titolo se lo è meritato sul campo; il problema a Barrichello infine gli spiana la strada verso la corona e Jenson festeggia.

Kimi Raikkonen – Sfortunato. Partenza strepitosa, sale al terzo posto, poi mentre sta sorpassando Webber viene chiuso contro il muro col risultato che l’ala anteriore va a pezzi. Percorre il giro ad andatura turistica, poi rifornisce, la macchina prende fuoco causa la benzina di Kovalainen spruzzatagli in faccia, riparte ultimo e con un gran ritmo risale fino al sesto posto surclassando ancora una volta Fisichella.
E la Ferrari lo ha licenziato..

Rubens Barrichello – Sconfitto. Il grande sconfitto, ma col sorriso sulle labbra. Combatte nelle qualifiche e fa la pole, poi in gara paga una strategia non perfetta; ritrovatosi a lottare con Hamilton fora un pneumatico e dice addio al sogno di portare la lotta mondiale fino ad Abu Dhabi.
Onore delle armi a Rubens che, dato per finito, ha dimostrato ancora di saperci fare.

Giancarlo Fisichella – Inguardabile. Nelle libere fa spegnere la monoposto in una prova di partenza; in qualifica la fa spegnere al primo giro sotto l’acqua. In gara subisce ancora una volta Raikkonen; un disastro. E la terza piazza nel mondiale costruttori per la Ferrari si allontana.

Sebastien Buemi – Piede pesante. Si qualifica sesto in condizioni limite e conduce una gara perfetta senza errori e con un ritmo da alta classifica. Di altra pasta rispetto al compagno Alguersuari.
Del Franco-siciliano ne sentiremo ancora parlare.

Motogp Malesia: Cronaca – Rossi è Campione del Mondo

valentino-rossi campione
Dopo una gara in cui poteva succedere di tutto, Valentino Rossi conquista magistralmente il suo nono titolo mondiale, confermando con forza che il più forte, ancora una volta è lui.
La gara viene vinta da un Casey Stoner (Ducati) in straordinaria forma, che ha staccato di una quindicina di secondi Daniel Pedrosa (Honda) e lo stesso Rossi.

Dopo qualifiche entusiasmanti per Valentino, la gara doveva essere soltanto una passerella trionfale visto che a lui bastavano solo 14 punti (quarto posto) per chiudere definitivamente i giochi mondiali, ma un violento acquazzone ha ribaltato la situazione aggiungendo sale alla sfida con Lorenzo.
Oltre a questo, un errore di valutazione del team di Jorge ha fatto precipitare lo spagnolo in fondo alla griglia di partenza rendendo ancora più dura l’impresa di vincere la gara e sperare di tenere aperto il mondiale.

Pronti via e Rossi sbaglia completamente la prima staccata naufragando a centro gruppo, mentre Lorenzo la indovina e passa 7-8 piloti in un colpo solo.
Dopo poche curve i due si incontrano a metà gruppo con Jorge che sorpassa Rossi; Valentino però sapendo bene cosa c’era in palio non si fa prendere dal nervosismo e si “accuccia” dietro il compagno, prendendo lentamente in mano la moto con queste difficilissime condizioni.

Di altra pasta invece il carattere di Stoner; dopo aver sorpassato Pedrosa infatti Casey si lancia in un forcing insostenibile per chiunque e a suon di giri velocissimi (un paio di secondi pià rapido degli altri) scava un solco incolmabile con i rivali, permettendosi, già a metà gara, di alleggerire il gas ed attendere tranquillo la fine del GP.
Il fulcro della gara si sposta quindi sulla lotta per il titolo, con i due Yamahisti in gran recupero sul resto del gruppo; Rossi passa Lorenzo ed insieme fanno fuori tutti gli altri piloti, fino a stabilizzarsi entrambi in quarta e quinta posizione, un paio di secondi dietro a Dovizioso.
Andrea però, nel tentativo di tenere il passo del compagno di squadra Pedrosa, in quel momento secondo, esagera e butta via un’ottima gara, lasciando la porta aperta del podio al prossimo Campione del Mondo.
Rossi infatti riesce a tenere a debita distanza Lorenzo, assicurandosi la possibilità di salire sul podio per festeggiare quello che è per lui il settimo titolo nella classe regina, solo uno in meno del recordman Giacomo Agostini, con l’ennesima maglietta celebrativa (ha fatto di meglio in passato) “Gallina vecchia”; messaggio nemmeno tanto velato a coloro che lo davano per finito con l’avvento della nuova generazione.

Da segnalare infine l’ottima gara di Chris Vermeulen che si conferma fortissimo col bagnato, situazione nella quale più che moto ed elettronica conta solo il manico e di Aleix Espargarò, al debutto con la Ducati sul bagnato, non proprio la più facile delle esperienze.
Prossimo GP a Valencia l’ 8 novembre.

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